IL MIELE
Il miele è il prodotto della trasformazione delle secrezioni dei fiori
(nettare) e delle secrezioni di alcuni insetti (melata) effettuata dalle api.
La bontà del miele dipende dal lavoro delle api per produrlo e dall'intervento
dell'uomo per estrarlo e metterlo a disposizione del consumatore.
Il miele,
immagazzinato dalle api nelle cellette dei favi, viene estratto mediante
centrifugazione, lasciato decantare in appositi contenitori e confezionato in
vasetti.
Questo è tutto quello che deve fare l'apicoltore, prendere (io dico rubare), estrarre, far decantare e confezionare. Non deve fare altro per "avere" il miele. Non esiste il miele "grezzo" o "crudo" come ho visto scritto da un apicoltore in una sagra qui in Maremma.
Il miele, a seconda della percentuale di glucosio e fruttosio, naturalmente contenuti, cristallizza oppure no: se trovate miele di acacia o di castagno cristallizzati vuol dire che non sono puri e non dovete trovare nessun altro tipo di miele liquido nella stagione invernale, il miele deve cristallizzare. Se non è così vuol dire che è stato pastorizzato e che quindi ha perso gran parte delle sue qualità. Il miele non deve mai superare i 40/45 gradi.
Come fa l'apicoltore a fare mieli diversi?
Deve fare nomadismo, cioè deve essere molto bravo a spostare le arnie dove sono le fioriture. Di notte, quando sta per fiorire ad esempio l'acacia, deve spostare le cassette. Le lascia sotto gli alberi di acacia per tutta la durata della fioritura e prima che finisca deve riportare a casa le arnie, ma sempre di notte. Le api non si spostano mai di giorno, si fanno delle levatacce incredibili facendo gli apicoltori.



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